Cosa farai da grande?

“Quando a scuola mi hanno chiesto “Cosa farai da grande?”, ho risposto “Felice”. Mi hanno detto che non avevo capito la domanda. Io gli ho detto che non hanno capito la vita”-John Lenon.

Bello, no? Cosi semplice che sembra quasi una barzelletta.

Non mi doveva fare nessuno questa domanda, perché sapevo sin dai primi ricordi che ho di quando giocavo: volevo farmi maestra.  Non di asilo, perché i bambini sono più piccoli, non di media, per che i bambini sono più grandi, ma maestra di elementare. Mi piaceva, e mi piace ancora, fare cose che durano nel tempo, e solo il pensiero che Io gli avrei insegnato a scrivere, che Io gli avrei insegnato a leggere, che Io gli avrei messo nella loro testolina tante fiabe e favole, che Io sarei rimasta nei loro ricordi per l’intera vita, che Io gli avrei insegnato cose che non avrebbero dimenticato mai, che Io gli avrei insegnato cose utile ovunque loro fossero, mi faceva riempire la mente, il cuore, il corpo fino quasi all’implosione. In questo senso e in questa direzione ho camminato sempre, e per questo al momento dei primi esami ho scelto il liceo pedagogico (che una volto assolto mi avrebbe permesso di fare questo lavoro). Pero a quei esami sono stata bocciata, e anche se botta mi ha messo in ginocchio, non mi sono arresa.

Ho seguito un liceo con un altro profilo, e aspettavo che finisse per poter dare l’esami all’ università. Pero a quel punto, i miei genitori non mi potevano sostenere. Non mi sono arresa, seguivo ancora il mio sogno, quindi ho dovuto trovare un lavoro, e dopo dieci anni (si, dieci!) mi sono iscritta all’università, dove ho seguito anche il modulo psicopedagogico, necessario e obbligatorio per chi volesse fare una carriera in ambito scolastico, e opzionale per tutti gli altri. Certo, dopo aver fatto un’università non potevo più essere maestra di elementare, ma professoressa, e mi sarei accontentata anche di questo, perché, non so come dire, imparare tu tante cose, insegnare e condividere con gli altri quello che tu sai, insegnare come studiare, nutrendo la loro curiosita, vedergli crescere e arricchirsi, vedere  la loro voglia di conoscere, mi sembra una delle cose più straordinarie al mondo. So che non e facile, ma so che e straordinario. Mi ricordo ancora oggi il periodo di pratica che ho fatto, come un gruppo di piccoli esseri mangiavano le mie parole, con le manine in aria per rispondere, per farsi vedere che si sono preparati e quanto, pronti in ogni momento a mettersi in mostra, a farsi valere, a mettersi in gioco.

Non avevo finito l’università quando la vita mi dava l’occasione di realizzare un altro mio grande sogno: quella di farmi una famiglia. Eh si, anche questo e stato un sogno per cui ho pregato tanto, che ho aspettato tanto (se non più arduo), e siccome per me era più importante la famiglia che la carriera, non ho avuto alcun dubbio quando “di buona  volontà e senza costrizioni” mi sono sposata, e ho lasciato il mio paese per venire qui, dove, purtroppo, i miei studi non sono riconosciuti, e dove, ad ogni modo, il sistema e… quello che e. Non ho avuto tanto tempo di mettermi a lottare con la burocrazia, che vedevo con gli occhi un altro mio grande sogno: i bambini.

Insegnare nella scuola elementare e stato, ed e ancora, l’unico sogno tra quelli fatti tanto tempo fa, che non ho realizzato. E non so perché, e ancora vivo, e ancora dentro di me, mi scorre nel sangue, cammina tra le stanze della mia mente e del mio cuore ogni giorno. Sta li dentro da cosi tanto tempo, che immagino che non sa ne meno  come uscire.

Voi, cosa volevate fare da grandi? Avete realizzato i vostri sogni?

3 pensieri riguardo “Cosa farai da grande?

  1. che bello! mi hai fatto ricordare suor angela la mia maestra delle elementari. l’ho adorata!
    io avrei voluto diventare una grande pubblicitaria…. oppure trasferirmi all’estero da qualche parte…
    nulla di realizzato… i sogni rimangono dentro… a volte tornano e avolte rimangono sopiti… ma si spostano per fare spazio ad altre prospettive e passioni!

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    1. Eco, come dicevo, della maestra dell’elementare si ricordano tutti 🙂 Nell’ambito pubblicitario immagino non sia facile, specialmente a giorno d’oggi con una concorrenza acerba. All’estero, volendo, si puo ancora andare.

      Che si spostano per fare spazio ad altre cose, e vero e bello, il punto che il mio non si sposta di un millimetro :)) E sempre li, anche se nel fra tempo ho fatto altre mille cose.
      Benvenuta! Mi fa piacere leggerti anche qui 🙂

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      1. Ti do ragione su tutto….. Ma anche poi l’insegnante è molto importante… Forse ci ricordiamo tutti della maestra perche quella è un’eta dove si creano legami…. Pero ho un ricordo bellissimo del prof di di diritto che era come quello dei telefilm!
        Ho lavorato un po come grafica ma poi serviva stabilita….
        E come te ho creato famiglia… L’estero puo aspettare…. E non smettiamo di coccolare i ns sogni!
        Grazie a te e buona serata!

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