Le nostre uscite

Quando ero signorina impiegavo molto tempo per “preparativi” prima di uscire. Un quarto d’ora per il trucco, mezz’ora per sistemare i capelli, un’ora per scegliere i vestiti. Poi, man mano,  dal trucco è rimasto solo la matita per gli occhi e il rossetto, che li metto in un’ attimo, i capelli corti in due secondi li ho sistemati, e la sera prima di uscire penso a cosa indossare, quindi la mattina non devo fare un altro pisolino davanti all’armadio, con un occhio fuori (per vedere com’è il tempo) con un occhio dentro (per individuare quale sia la cosa più adatta) e anche questa si riduce a qualche minuto. Sono pratica in genere, non mi piace perdere tempo inutilmente.

Quando  sono diventata mamma per la prima volta, il tempo dedicato a me si era ridotto al massimo cinque minuti, ma anche cosi, i preparativi li dovevo cominciare almeno un ora prima: vesti il bambino, preparati tu, prepara le cose da portare con se (merende, acqua, stuzzichini e cose varie), e quando tutto era pronto il bimbo… doveva essere cambiato. Spogliati tu, spoglia il bambino, bollisci nel proprio suco, cambia, vesti, rivestiti, e… vivaa! si partiva! Dopo più di un ora, ogni volta, si usciva.

Quando e nato pure il secondo figlio, eh… i tempi si son cambiati per benino. Specialmente d’inverno, era una vera e propria impresa l’uscire di casa. Vesti il piccolo (calzini, pantaloni, body, maglietta, giubbotto, sciarpa, cappello, scarpe),  vesti (o aiuti a vestirsi)  il grande (calzini, pantaloni, canotta, maglietta, giubbotto, sciarpa, cappello, scarpe), vestiti tu, prepara le cose varie e necessarie. Quando tutti eravamo pronti, il bimbo grande dice con gli occhi più dolci mai visti, che deve andare in bagno. Mi spoglio io giubbotto, spoglio il bambino, va in bagno, mentre io fritta, cotta e mangiata,  devo convincere il piccolo rimanere vestito, che ancora dobbiamo uscire, che vedendo me e il fratello che ci siamo tolto i giubbotti, pensa che e finita la passeggiata. Torna il grande dal bagno, ci rivestiamo e… vivaa! Siamo (finalmente!) pronti per uscire! Momento in cui il piccolo pensa che sarebbe più divertente prendere  la bici, e va a prenderla. Io, con tutta la mia pazienza (quella poca che è rimasta), e con tutta la mia capacita di persuasione (del tutto inefficiente in certi momenti),  cerco di spiegare che non si può prendere ora la bici, ma che va bene pure quell’ altro giocattolo. Avete mai provato convincere un bambino di qualcosa che Vuoi Tu nel momento in cui lui e (stra)convinto che è meglio come Vuole Lui?

Il grande, molto empatico e solidale con il piccolo, ci si mette anche lui, e all’istante vuole prendere anche lui qualcosa da portare via per giocare. Cosi tutti vestiti, dopo minuti interminabili di negoziazioni, di lacrime, di parolacce (mie) non dette e rimaste in gola, di nervi tesi, di sudore,  di gesti frenati, di istinti bloccati, si esce! Evvai, c’è l’abbiamo fatta!

Per fortuna e arrivato il caldo (non dico che cambia molto, ma almeno sono meno vestiti da indossare) per fortuna stanno crescendo, per fortuna ho imparato che non succede niente se si esce mezz’ora (un ora, due, tre ore) dal  momento in cui abbiamo iniziato i preparativi.

Buone passeggiate a tutti! 🙂

13 pensieri riguardo “Le nostre uscite

    1. E fai bene a dirlo :))

      Si deve perché: quando sono piccoli (neonati o poco più) c’è il passeggino, coperte, biberon, l’acqua, pappe, bavette, ecc , perché sai quando vai, ma non sai quando torni, ed essendo piccoli, e avendo le loro esigenze, si deve essere pronti a tutto. (Mi è capitato una volta di andare in campagna, e aver ipotizzato che stiamo un tot di tempo, e avevo preparato un tot di latte. E successo che siamo stati molto più del previsto, il latte era finito, lui troppo piccolo per prendere altro, chiuso dappertutto che era notte, noi… lontani da casa… è stato un ‘inferno). Preferisco portare cose che poi non mi servono, che portare poco o niente. Non faccio due volte lo stesso sbaglio.
      Per non dire della mia borsa, che non esco di casa senza.

      Poi, quando sono più grandi, non c’è più il passeggino ma c’è: o la bici, o il monopattino, o il motore, o vari giocattoli che si portano appresso (perché si annoiano e devi venire sempre con nuove spunte e alternative divertenti); poi ci sono le merende, l’acqua, fazzoletti, cappelli, (che dopo una corsa ti viene la fame, o la sete). cose loro (che ho due figli), più cose mie… risulta “portare appresso l’intera casa” 🙂

      Per questo che mi mantengo sempre in linea :))

      Piace a 1 persona

      1. Quello che dici ha un sottofondo di verità ma forse qualcosa in meno non guasterebbe.Se pannolini, ecc sono quasi obbligatori – il qausi sarebbe da togliere, giochi o altro il bimbo si deva abituare a lasciarli a casa. Lo so che è dura convincerli e che spesso per non sentirli frignare si accontentano, però…

        Piace a 1 persona

        1. Quando usciamo a passeggio, o in parco, usciamo per il Loro divertimento, e non mi sembra grave che ognuno si sceglie un giocattolo da portare con se (che più dura scegliere, che giocare con esso:)) ). E il motore, o la bici, o il monopattino di più fuori possono usarle, che nel mio appartamento (le ho prese per loro, non per me o al posto dei mobili :)) )

          Questo non significa che non abbiamo delle uscite senza giocattoli, questo non significa che vincono loro in tutto e per tutto.
          Capisco che dici, e hai ragione, ma ci tengo e mi piace darli delle variante, opzioni tra cui scegliere, che impormi duramente.

          Piace a 1 persona

        2. Quello che pensavo l’ho detto senza nessuna pretesa di montare in cattedra. Non ho mai protestato quando mia moglie mi faceva caricare in macchina mezza casa per andare dai nostri genitori. Noi vivevamo lontano ed era un piccolo trasloco per un giorno. naturalmente chi caricava e scaricava ero io. E, posso assicurarti, che arrivare alla sera tardi dopo un viaggio di diverse ore non era piacevole. Ecco il perché dell’affermazione. Nulla di più. Le tue obbiezioni erano anche quelle di mia moglie 😦

          Piace a 1 persona

        3. Non dobbiamo essere maestri e alunni, per poter insegnare/ imparare. Si possono apprendere “al volo” delle cose, pur non facendo apposta.

          Ah, capisco 🙂 Che ci piace o no, con i bambini piccoli è cosi. Com’è cresciuta tua figlia (e ne sei uscito vivo), cosi cresceranno pure i miei (sperando di uscirne viva :)) )

          Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...