Case editrice

Come ho già detto, sto lavorando a tradurre alcuni testi. Questi testi li traduco, non per metterli sotto il cuscino, ma per fare un libro. E parlando di libri (o meglio,  di manoscritti  perchè libro si diventa dopo essere passato da una editoria e dopo essere stato stampato) ovviamente mi sono messa a informarmi e documentarmi il più possibile sull’argomento, perché essendo ai “primi passi” non ho la minima idea di come funziona, e perché, lavorando molto e sodo vorrei che tutto si concludesse in ottima presentazione.

E come al solito, più ne vuoi sapere di più, più leggi, più informazioni trovi, e più non capisci niente. Non ho un budget da investire in questa mia impresa (e da come ho capito, le Vere editorie non chiedono soldi per stampare e pubblicare un autore, ma le condizioni sembrano essere più al  favore loro che dell’autore, non solo per il compenso ma anche per i diritti d’autore),  e di conseguenza mi devo concentrare sulle editorie non a pagamento.

Qui sarebbe da scegliere tra le editorie tradizionali  (formato cartaceo) o il self publishing (che non è poi tanto gratis). In ambedue casi sono pro e contra, di sicuro in ambedue situazioni sono cosse di sottofondo che non conosco (e che forse arrivi a conoscerle quando ormai e tropo tardi, e che possono avere degli effetti indesiderati a lungo termine), ed io a questo punto non sono nemmeno al punto di partenza, ma ancora più indietro :))

Ma voi come avete fatto a scegliere, come siete riusciti a capire qual sia la decisione/ scelta giusta? Cosa vi ha guidato in questo percorso?

Immagino che siano domande retoriche, perché credo che non saranno in molti a “svelare il loro segreto”, ma parlo perché parlando magari mi chiarisco le idee :)) O mi vengono altre (come spesso accade).

(Immagine presa dal web)

25 pensieri riguardo “Case editrice

  1. Premesso che l’editoria a pagamento è la negazione dell’editoria, perché lucra senza dare nulla sulle spalle degli autori. Per quelle serie, intendo quelle che fanno del business coi libri senza chiedere nulla, facendo un minimo di editing e un minimo di supporto per le presentazioni, la strada è in salita. Però prima facciamo un passo indietro. Quello che vuoi pubblicare deve essere valido e interessante per un editore. Qui il giudizio non può essere personale ma da parte di terze persone. Detto questo o hai qualcuno che ti presenta oppure devi passare attraverso le cosiddette agenzie letterarie, ergo pagando non pochi euro. Anche qui bisogna saper scegliere e a volte non basta.
    Il selfpublishing è di norma a costo zero. Di piattaforme ce ne sono sia in Italia, che all’estero. Però bisogna avere un minimo di dimestichezza con epub, pdf, gestione copertine, impaginazione. Viceversa si paga.
    Io ho provato la strada dell’editore, invero senza molta spinta ed entusiasmo, ma alla fine ho puntato sul selfpublishing. E i costi sono effettivamente stati a zero euro. I soldi spesi sono stati per fare un minimo di editing, perché se non c’è nessuno che legga criticamente la tua opera, è difficile pubblicare qualcosa di buono.

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    1. Le agenzie le ho escluso sin dal principio. Ho scritto ad alcune case editrice, alcune già mi hanno risposto dicendo di no, per vari motivi (chiusa la collana, non è il loro genere, ecc). Aspetto ancora un po, e se no mi risponde più nessuno (alcune dicono dall’inizio che possono passare anche 6 mesi per ricevere una risposta!), o se mi deve dire di no, mi butto nel self publishing. L’editoria tradizionale e sempre bella, pero come compenso e con i diritti d’autore, non è poi tanto nel vantaggio dell’autore.

      “Il selfpublishing è di norma a costo zero”
      In Italia vedo che i più nominati sono youcanprint e ilmiolibro, pero leggo diverse opinioni (non sempre buoni) di tutte due, e… chiedono soldi (alcuni per ISBN, alcuni per il numero di copie che Devi comprare). Da come ho capito youcanprint conviene di più perché oltre l’ e book fanno pure il formato cartaceo.

      Dimestichezza vedo che prendo un po ogni giorno, con una o con altra. Missa che pure l’ illustratore farò :))

      Grazie per la risposta, sempre gentile! 🙂

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      1. Lo so le piattaforme italiane chiedono contributi in vario modo. Chi acquistando qualcosa, chi facendosi pagare la copertina o la trasformazione in epub.
        Io uso due piattaforme americane. Una di Amazon – produce cartaceo e mobi per Kindle – visibilità in Italia e all’estero. L’altra solo digitale – tutti i formati – smashword, visibilità in tutto il mondo, italia compresa su Kobo. ISBN gratis e pagamenti mensili sulle vendite. I diritti rimangono tuoi.
        E’ chiaro che se vuoi fare delle presentazioni col cartaceo, dovrai ordinarne un tot e le spese sono a tuo carico.
        Se il tuo libro vende bene, non è improbabile che qualche editore si faccia avanti. Però se pensi di diventare ricca coi diritti d’autore, beh! non illuderti. Resta coi piedi per terra.

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        1. “Però se pensi di diventare ricca coi diritti d’autore, beh! non illuderti. ”

          No, non mi illudo, Ci tengo al diritto d’autore perché ho altri lavori in seguito, e non vorrei essere vincolata in chissà che contratti con chissà che limiti…
          Dopo quanto ho letto, nemmeno potrei :)) Pero, comunque sia, il 4% -10% per autore mi sembra davvero poco. E non è tanto per guadagno, ma semplicemente per il Riconoscimento di un Lavoro fatto. Per 4% me lo stampo da sola…

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        2. L’autopubblicazione, almeno le due piattaforme citate, il compenso lo decidi tu. Poco o molto. In compenso pagano puntuali e hai un rendiconto mensile delle tue vendite. Cosa che gli editori nostrani non fanno e mettono un limite al pagamento – 50€ altrimenti nisba –

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        3. Come mai non hai nominato lulu? e sempre americano, e molto lodato a quanto pare…

          Ora pero, pensando, i miei lavori sono principalmente per bambini/ ragazzi, quindi mi interessa in primis il formato cartaceo… se le piattaforme sono in America, come faccio a fare arrivare i libri qui?

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        4. Lulu è stata la prima piattaforma esplorata ma poi è scaduta. Adesso sta tentando di rinnovarsi ma è meno semplice di prima. Quella iniziale era un gioco da ragazzi pubblicare. In pratica faceva tutto. Poi ha cominciato a complicare con risultati modesti.
          Nessun problema con Amazon – diciamo con Createspace come stampatore – Spedizione in tempi rapidi tra i tre e cinque giorni e sempre sicura. Per il digitale, problemi zero. Paghi e scarichi

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        5. Con Amazon niente, se la spesa supera i 19€. ora considerato che ne ordini 10, di certo superi i 19 €. In libreria non lo so come si regolano – il libro è ordinabile perché provvisto di ISBN. Con Lulu è da valutare. Se non ricordo male ci sono sconti. Non chiedermi di più. Qui stiamo parlando di cartaceo.

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