Lo stupido (frammento)

“Il commerciante, guardandolo a lungo, disse per se: Eh! Questo è proprio Stupido.

-E tu, come ti chiami?
– Ecco! Cosa mi chiede. Mi chiama come si chiama qualunque altro: vieni qua, o vieni qui!

Il commerciante fece il segno della croce come davanti ad un demonio e lo chiese di nuovo:

– Ma insieme a questo chiamare, come ti dicono?
– Così: vieni! ehi!- rispose.

Il commerciante cominciò ridere e disse: che stupido! Poi gli chiese:

-E che tipo di cibi si fanno là da voi?
– Di più polenta mangiamo, disse Stupido.
– Capiscimi, tontolone! Non ti chiedo di cose cucinate.
– Allora di cosa mi chiedi?
– Ti chiedo se da voi c’è grano, orzo e altro.
– Si, si son fatti alti quasi quanto me, disse.
– Non ti chiedo di altezza, non mi serve la paglia per i buoi, ma vorrei sapere com’è il chicco d’orzo.
– Ti dico, se non sai, disse Stupido. Il chicco d’orzo e un pò lunghetto, coperto con una buccia giallastra e un aghetto in punta.
– Bene, so questo; ma dimmi come si vende, che vorrei comprare anche io.
– Eh! Non sai come si vende! Uno da il grano o il orzo, e l’altro gli da soldi.
– Né questo hai capito; voglio dire: come si da?
– Pero! Né questa la sai. Ti dico io: prendi un sacco e lo riempi fino all’orlo.
– Non questo ti chiedo, uomo senza cervello che sei!
– Ma cosa mi chiedi?- disse Stupido.
– Con che prezzo si vende al chilo o al sacco; quanti soldi?
– Con quant’è stabilito dopo aver negoziato: quanto paghi, tanto prendi.

Il commerciante, arrabbiato, gli chiese ancora:

-Tonti come te ci sono ancora nel villaggio?
– Oo, si! C’è don Stan, don Neagu, Voicu, Bran, Coman e altri.
– Ehi, basta! Ma chi è più grande di tutti nel vostro villaggio?
– Chi è più grande? Don Chitu, lui è più alto di tutti; è così alto che non arrivi a toccare la sua spalla.
– Oddio, che tonto che sei! Non così ti chiedo.
– Ma come?- disse Stupido.
– Io ti chiedo: di chi ascoltate voi là?
– Ma dai! Ascoltiamo don Bran; quando si mette a suonare e a cantare, tutto il villaggio sta con gli occhi e le orecchie aperte.
– Non così ti chiedo, tonto! Risponde una volta a cosa ti chiedo.
– E come?
– Io ti chiedo di chi avete più paura?
– Ahime, mamma! Ecco, del toro di don Popa, tanta paura abbiamo. Quando torna la sera dal pascolo, scappiamo chi, dove, come può; quando inizia muggire, spaventa pure i bambini del villaggio.”

(Raccolte per te- volume secondo)

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